24 ore (sbiadite)

con Nessun commento

Quattordicesimo Episodio.

Se a Roma non ti svegli quando suona la sveglia e hai un appuntamento, puoi girarti comodamente dall’altra parte e rimetterti a dormire. Non arriverai mai in tempo e allora tanto vale mettersi il cuore in pace. Prendo la sveglia e la lancio per terra frantumandola in mille pezzi. Non ancora soddisfatta,comincio a prendere a calci quei rimasugli.Così non ho più una sveglia e neanche più un lavoro. Cioè, non ho fatto in tempo ad averlo che già l’ho perso. Ma da quando, in terza elementare, dimenticai il quaderno con i compiti di scienze e non lo dissi alla maestra e subito dopo lo scoprì e mi punì, ecco da quel momento, decisi che nella vita mi sarei assunta le mie responsabilità. E allora mi sarei preparata, sarei uscita, e sarei arrivata alla Redazione di “RomaOra”  per farmi sgridare e punire come aveva fatto la maestra quella volta.

“Capelli sciolti senza occhiali…” fa eco nella mia testa ma la situazione è emergenza pura e allora figuriamoci se ho tempo di mettere le lenti a contatto.

Faccio gli ultimi tre scalini insieme, sorprendendomi per l’agilità, e dò al via alla mia corsa ad ostacoli che so terminerà con un bel: “Lei è licenziata in tronco!.”

A Roma puoi sopravvivere al traffico se hai un motorino, ma questo dipende da quanto ci tieni alla tua vita: i romani amano la guida spericolata! Oppure se hai un’auto, ma dipende dal reddito mensile a tua disposizione: senza dubbio, il mio, è incompatibile per permettersi una quattro ruote. Oppure se hai un fidanzato che la mattina ti dà una gomitata nel letto e ti sveglia al primo trillo di sveglia. In alternativa, ci sono io. Che ogni giorno credo non sopravviverò alle 24 ore di una giornata.

10 30: la redazione.Stamattina mi sembra qualcosa che si avvicina più al Panthèon ma è la redazione. Sono arrivata.

Ad accogliermi una signora sulla cinquantina,elegante, capelli raccolti e il punto vita largo quanto le mie barbie.

-“Buongiorno. Mi sono presentata solo per assumermi le mie responsabilità. Lo faccio da circa vent’anni ed è la cosa sulla quale sono più costante di tutte.”

.”Signorina, sono sicura che lei voglia assumersi le sue responsabilità e le credo sulla parola,ma non affretti i tempi. Per i tirocinanti dell’Università il direttore ha pensato,per tutti, di affiancarvi ai giornalisti e farvi vedere un pò come funziona.”

-“Guardi credo ci sia stato un malinteso… io sono…”

-” Mi rendo conto che le aspettative con le quali entrate qua siano diverse, chissà cosa vi hanno fatto credere i vostri insegnanti ma più di questo, per ora, non potete fare…”

L a conversazione andò avanti ancora per qualche minuto ma non ci fu nulla da fare: non mi stava ad ascoltare.

Il direttore, che era l’unico che sapeva chi ero e cioè “quella della posta del cuore”, era partito per un viaggio in Giappone;spacciata.

Il lunedì mattina del tuo primo giorno di lavoro ti hanno scambiata per una tirocinante dell’università e non c’è modo di convincerli del contrario: che problema ho!?

Il mio look… gli occhiali li indossa anche il vice-direttore che a forza di fare su e giù per il corridoio avrà percorso sì e no i chilometri di una mezza maratona quindi il problema non dovrebbero essere quelli; ai piedi le ballerine ma, visto il ritardo, mi hanno permesso di correre un pò e accorciare le distanze, cosa che non avrei potuto se avessi avuto i tacchi; un paio di jeans ma d’altra parte si era detto che il tailleur non era obbligatorio e la maglietta sbiadita di Hello Kitty: che sia lei il problema?!

…Allora, tanti bei discorsi, tanta emancipazione, tanti moralismi, e poi… cadiamo ancora sul potere fuorviante dei pregiudizi!?…

Una maglietta di Hello Kitty ha fatto di me ancora una studentessa.

Un pò per non deludere tutto il team, un pò per vedere che sarebbe successo in quel quadro surreale, feci quello che mi dissero di fare: vagai su e giù  fra un ufficio e l’altro fino a tardo pomeriggio.

A fine giornata capii che: il tirocinante universitario viene spallottolato su e giù senza fare nulla di concreto;che avrei buttato via tutte le magliette sbiadite dall’armadio; che esistono pregiudizi troppo forti per essere scardinati; che la realtà non è mai come credevi; che gli uomini restano lo spettacolo più bello del mondo, a prescindere; che dopo che è successo di tutto può ancora succedere di tutto…

La puntata precedente di AnnaG devi leggerla!!!

 

 

 

 

 

Lascia una risposta