‘Fatemi Largooo!’

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Nono Episodio

…Arrivò Lunedì prima di subito. Sicuramente prima di quanto non lo fossero i miei nervi e il mio stomaco.

Alle 7.30 ero già davanti alla redazione di ‘RomaOra’ con una copia cartacea del mio articolo, come da regolamento.

Lo avevo stampato nel negozietto,abusivo,che avevo sotto casa in cambio di una settimana di colazioni a base di torte cucinate,s’intende,dalla sottoscritta.

Che io non sapessi neanche quali fossero gli ingredienti di una torta era un dettaglio rimasto a Cala Cirica, in Sicilia,così come un altro paio di scatoloni che avevo appositamente lasciato in camera mia. E chiuso a chiave.

L’ansia,invece, era rimasta aggrappata alle mie viscere come l’odore buono delle persone che conosco e che non mi lascia facilmente.

La stampante vomitava pagina dopo pagina e su ciascuna di queste riponevo,silenziosamente, ogni tipo di preghiera.

E ora che ci stanno chiamando in ordine alfabetico, uno dopo l’altro,per consegnare l’elaborato al capo della redazione resta la lucidità per un solo pensiero: non inciampare sul gradino e ritrovarsi buttati a pesce sulla scrivania di quel pinguino che potrebbe diventare anche il mio capo.

Nessuna battuta oltre a ‘Buongiorno. Grazie. Le faremo sapere. Arrivederci.’

‘Le faremo sapere’ : restavano quelle tre parole,una di fianco all’altra.

Anni passati a scrivere senza fare rumore. Fogli rigati da brucianti passioni e speranze bruciate. Inchiostro liquido per giorni felici,che poi la felicità esiste sempre e non esiste mai. Chilometri di coraggio agli incroci di nuove città e…tre parole, una di fianco all’altra. 

Sapevo bene che quella mattina era finalizzata solo alla consegna,ma come dire, finchè le cose non le vedo spiattellate solo al naso non le immagino mai nella loro completezza.

E non c’era da starci male.

‘Le faremo sapere’.

Voltai le spalle alla redazione, uno dei posti più belli della città e l’unica cosa che avevo voglia di fare in quel preciso momento era raggiungere Leone.

Come si possa desiderare la compagnia di uno sconosciuto è paradossale,eppure era così.

Non riuscivo a definirlo uno sconosciuto, ma in fondo lo era.

Anche lui,a suo modo, mi aveva detto ‘Le farò sapere’: una cacio e pepe e poi più nulla.

…la torta!!!

Domani è la prima mattina di colazione a domicilio al proprietario del negozietto,abusivo, sotto casa!!!

Il supermercato che non fosse il mio habitat naturale già lo sapevo, ma che servisse una patente speciale per la guida del carrello, una laurea in scienze degli alimenti, una base di ragioneria per due calcoli al volo, non volevo crederlo.

Farina: integrale, al farro, tipo 00, con semi di girasole, lievito madre………………………..

Uova: piccole,medie,grandi,bianche, da campo, da terra……………………

Uscii da quel luna park di luci,2×1,calorie,colori e freddo, perchè al supermercato è freddo anche il mese di agosto, e voltai a sinistra.

Casa mia era dalla parte opposta…

 

 

 

 

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