La grande onda

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Ecco a cosa serve una pila di libri accumulati sotto al lavandino che da anni non riescono a trovare un posto fisso nella libreria… un giorno, all’occorrenza… ne apri uno a caso e trovi le risposte che stai cercando ( dico sempre che il bagno è la stanza più importante di una casa!), quelle che ti danno coraggio e la giusta visione delle cose.

Vi siete mai trovate a chiedervi come mai vi impegnate tanto e i risultati stentano ad arrivare? Dove sbagliate? Perché non state “vincendo” e realizzando il vostro sogno? E vi sentite sbagliate? Imperfette?

Io si.

Ecco, forse questa potrebbe essere una risposta utile anche a voi.

“Nella Cina di tanto tempo fa visse Dayang, un lottatore di possente statura fisica e con potenti muscoli. Ma nonostante ciò perdeva quasi ad ogni incontro. Si allenò con tantissimi istruttori, ma nessuno riuscì a mostrargli la via per arrivare a vincere. Il fatto era che, nonostante non gli mancassero forza e abilità, Dayang non possedeva forza e fiducia in se stesso. Decise quindi di consultare un maestro di meditazione taoista, che viveva in un tempio arroccato su uno sperone di roccia, il quale acconsentì ad aiutarlo.

Dayang, il tuo nome significa Grande Oceano, osservò il Maestro. “Nel tuo nome c’è il tuo destino”. Ti darò questa visualizzazione immaginativa con cui esercitarti.”

Così all’imbrunire, seduto da solo sotto al tempio, Dayang cominciò a visualizzare se stesso sotto forma di onde in movimento. La mente cominciava a espandere, a fluire, senza pensare a quanto stava già facendo. Pian piano le onde si gonfiarono. Poi si fecero turbinose. E poi straripanti. Da straripanti divennero un’inondazione, e infine un potente ciclone che spazzò via tutto. gli dei sull’altare e le travi del tempio furono risucchiati da quel tremendo moto rotatorio. All’alba le acque si placarono in un oceano sconfinato, quieto come uno specchio.. Quel mattino, il maestro andò a controllare i progressi del lottatore. Lo trovò nel tempio, sorridente.

Il maestro rimase molto soddisfatto: comprese subito che Dayang da quel momento non avrebbe più perso un incontro.”

La profondità del carattere determina l’ atteggiamento nei confronti della vita. Inutile indugiare pensando che non si può cambiare, che non ci si può fortificare, o peggio lamentare l’ essere perdenti. Chi impara ogni giorno a fortificarsi, raggiunge una profondità che nessuno potrà scalfire. Nessuna forza fisica, conoscenza delle tecniche, nessuna scuola potrà mai da sola rendere una persona “vincente” se non trova forza e fiducia in se stessa. Se l’energia è mal diretta non si riuscirà a raggiungere l’obiettivo.

E allora torno qui sul tappetino, mi siedo e provo a visualizzare la mia onda che distrugge e che sa essere anche la più placida e tranquilla. Diventare consapevole della mia forza è l’unico modo per affrontare e sconfiggere le tante paure e insicurezze che mi bloccano e che ogni giorno mi prendono in giro sussurrandomi all’orecchio “no tesoro, lascia perdere, non ce la puoi fare!”

Un detto cinese dice: “La formica può divorare l’elefante se si gioca bene le sue carte!”

E allora val la pena di allenarsi e tentare, no?

Namaste

Elisa

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