L’arte a memoria

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<Praticate l’arte: è una missione di pace!.> … (segue una pioggia di applausi).

Bella questa frase,certamente d’effetto,devo segnarla! –ho pensato all’istante– .

La ‘massima’ che a giudicare dall’energia dell’applauso ha messo d’accordo quasi tutto il pubblico,è arrivata da un signore distinto,forse un insegnante o un artista…

Ci troviamo al Salone Comunale di Forlì per la presentazione di un progetto materializzatosi per le strade dell’omonima città e a seguire,in un libro dal titolo ‘La città nell’anima’. 

Utilizzando materiale di scarto,almeno all’apparenza,come cocci,pezzi di vetro e ceramica,alcuni ragazzi delle scuole superiori guidati dal loro professore-artista hanno realizzato diversi mosaici nei sottopassaggi della città e nei luoghi destinati ad essere dimenticati…(un esempio,il sottopassaggio che conduce al parco urbano).Si sono serviti della tecnica del ‘trencadìs’,termine catalano che significa letteralmente,’frammentato’…la stessa utilizzata da Gaudì per la realizzazione di alcune facciate della sua ‘Casa Batllò’ in Spagna.

Hanno creato bellezza partendo da materiale di scarto. Bellezza che permea la città.

II mosaico,ancora,spiega perfettamente la metafora dell’umanità: non la si può prevedere se non si considerano,prima,i singoli tasselli che la compongono. La società non è altro che un mix di etnie,religioni,idee,pensieri,dove ogni singolo è indispensabile per la collettività.

Richiudo il mio inseparabile taccuino: spunti interessanti e negli occhi,più colore!

E allora sì,’Praticate l’arte:è una missione di pace’ non è solo una frase d’effetto,ma un invito…

 

L’arte come processo collettivo,di integrazione e coesione per migliorare la collettività…

La collettività siamo noi…noi tutti…

Come i luoghi,compresi quelli destinati ad essere dimenticati… 

 

 

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