Lievito

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‘…devo vedere le pagine un pò consumate,capire che i libri si mangiano in quel modo,meglio che la pizza,se li ascolti bene hanno il sapore del pane.’

Sfoglio le pagine di un libro letto qualche mese fa e restituitomi,dopo averlo prestato,solo da qualche giorno. Ho la necessità di rifarlo un pò mio e allora lo tocco,lo annuso,rileggo le frasi che ho sottolineato con la matita. I libri che mi entrano dentro sono così:consumati.

E pure la pizza, l’abbiamo impastata!

Cosa ci vuole?!

Una ciotola bella grande in cui versare la farina,il lievito,l’acqua,il sale,l’olio e…mani in pasta!!! Come da piccoli si faceva con il pongo. Quante città immaginarie!

Il tempo di lievitazione e via che si divide l’impasto in tante palline, pronte per essere stese con il mattarello e farcite.

Forno e rotella! Tanti quadretti pronti per essere sistemati al centro della tavola e divorati!.

Li guardo uno ad uno: sono gli amici di vecchia data. Quelli che sanno (quasi) tutto di te e che,nonostante siano passati gli anni,li riconosci da una smorfia,da un gesto abituale,da come ridono.

Ci siamo ora,intorno allo stesso tavolo, a mangiare pizza. Precisamente a casa di uno di loro. Eh sì,perchè proprio l’amico con cui hai consumato le prime e furibonde litigate,ai tempi delle medie,è andato a vivere da solo.

Il primo pensiero che ho avuto è stato: ‘Ah. Lui è diventato grande. Il matto più matto’.

Il secondo è stato: ‘ Ok,veniamo a casa tua,io faccio la pizza così inauguriamo il forno e la casa!’.

Se ne vanno così, le ore insieme…

 

Certi giorni,mi bastano poche cose per sentirmi bene e nel posto giusto.

Fra i libri, il lievito, il bene sincero.

Le piccole cose,proprio loro,non sono così semplici da trovare in tutta questa moltitudine. Ma esistono. E sono vere.

 

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