‘Mi annoio ( e vivo più a lungo)’

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Undicesimo Episodio.

Ho chiuso gli occhi e la voce di Leone ha raggiunto le mie sinapsi con qualche minuto di ritardo; come se fossimo sintonizzati sulla stessa frequenza ma da luoghi lontani.
Dalla sua postazione il segnale era forte e chiaro mentre dalla mia debole e a intermittenza.
Fra la crisi isterica e il pianto disperato scelsi di rivestirmi, fare una carezza a Leone ed uscire da quella casa dicendo sottovoce: ‘Va tutto bene. Ti chiamo io’.
Raggiunsi un bar non lontano da lì, ordinai un cappuccino nonostante fossero le cinque del pomeriggio e silenziai il cellulare.
Avevo già perso una chiamata dalla redazione di ‘RomaOra’ e con grande probabilità avrei perso pure la seconda. Ma questa volta ero consapevole del pericolo di perderla.
Sentivo la schiuma del cappuccino al bordo del labbro superiore ma poteva starsene comodamente lì dove stava.
Ero frastornata.
In poche ore ero stata in paradiso con Leone e all’inferno con il mio futuro da giornalista.
Mi concedevo il purgatorio dove sarebbe successo quel che doveva succedere.
Ora che ci penso non ho mai lasciato che le cose andassero come dovevano andare, cioè in parte sì ma forse no, cioè insomma, mi sono sempre aggrovigliata nelle mie azioni e nei mie pensieri che ora non ci capisco più niente neanche io.
Potevo sempre iniziare a far andare le cose come dovevano andare, no?!
Non mi curai più né del giornale né di quello che era appena successo a casa di Leone.
Mi annoiai. Decisi di annoiarmi.
Da piccola quando sentivo che la noia cominciava a pizzicarmi la pancia correvo da mia madre, cominciavo a piagnucolare e finivamo per litigare perché in fondo era anche un po’ colpa sua se io mi annoiavo e le alternative che proponeva erano peggio della noia stessa.
Annoiarsi era una gran perdita di tempo e io di tempo non ne potevo perdere…. Chissà cosa dovevo fare a 5 anni di così urgente che era inammissibile la mia perdita di tempo!?!
Oggi annoiarmi è una delle attività che preferisco.
…Un raggio di sole taglia il viso di quell’uomo di mezza età in piedi al bancone del bar. Sulla mia destra un gruppetto di amiche: ridono complici e sgranocchiano taralli. Sullo sfondo qualcuno si dà un bacio e un bimbo piange fra le braccia di suo padre…
…rubo le immagini di un quadro imperfetto così perfetto com’è quello della vita; scatto fotografie mentali di sorrisi irripetibili; registro parole che non ho mai detto ma che intanto dormono dentro di me; perdo il tempo e getto sogni davanti ai miei piedi.
Mi annoio per vivere più a lungo.
Mi annoio perché è nella noia che ci stanno i pensieri più sinceri e i sogni più veri.
Sarebbe successo quel che doveva succedere… rischiare l’infarto ogni volta che qualcosa non si fosse incastrato nel millimetro del disegno mentale che mi ero fatta non era più possibile.
‘Signorina mi scusi, ma ha baffi bianchi di schiuma su tutto il labbro …’- sarebbe successo quel che doveva succedere, appunto, l’avevo appena detto.
‘Ah certo, grazie…ma sa, quando uno decide di annoiarsi non si cura di queste piccolezze. È come proiettato fuori di sé, nel vagone della noia e viaggia in business class. La mente è roba complessa, sa!
Vidi il barista trattenere il gesto di chi strabuzza gli occhi per dissolversi all’istante.
‘…Certo che anche tu AnnG, potresti contenerti alle volte con i tuoi viaggi… !’- me lo sono detta nella mente almeno un centinaio di altre volte ma poi puntualmente non mi contengo.
La luce del giorno passa il testimone al primo imbrunire.
Solo allora recupero il cellulare dal fondo della borsa.
Nessuna chiamata ma un messaggio dalla Redazione di ‘RomaOra’:
‘Gentile candidata, l’abbiamo contattata ma non abbiamo avuto risposta. Appena le è possibile richiami a questo numero.’
Inspirai profondamente quell’aria che anticipa la primavera, sorrisi fra me, digitai il numero e mi avviai verso casa…. Erano oramai le 19, non avrei trovato quasi più nessuno in redazione…
Non era successo nulla di così irreparabile. Anzi. Dalla catastrofe che avevo predetto a casa di Leone mi ero fermata. Avevo spento cuore e cervello per annoiarmi. Per entrare davvero in contatto con quello che mi stava intorno senza fare nulla. Ferma a guardare e a sentire. In silenzio. Non lo faccio mai abbastanza. E invece fermarsi, a volte, è l’unica soluzione.
Sarebbe successo quel che doveva succedere….

Leggi il decimo episodio se te lo sei perso!!!!

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