Semplicemente Lasciare andare

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E se in questo esatto momento vi dicessi che vi sfido a sdraiarvi a terra, abbandonare quello che state facendo e fermarvi immobili per qualche minuto SEMPLICEMENTE osservando il vostro corpo senza pensare al prima o al dopo?
Sareste in grado di farlo? Ci riuscireste davvero?
Posso anche sembrarvi folle ma sono sicura che tutti, e dico tutti me compresa ovviamente, nel giro di pochi secondi faremmo un movimento e poi qualche sospiro e poi ricominceremmo ad inseguire i pensieri come farfalle nel parco giochi della nostra mente.
Diceva Ovidio duemila anni fa ormai, che ” la semplicità è cosa rarissima ai nostri tempi”…. Figurarsi 2000 anni dopo con le macchine al posto delle lettighe, con giacca e cravatta al posto delle tuniche!
Quello che vedo inizialmente, anche dopo un’ora di lezione sono tanti occhi sbarrati che si chiudono malvolentieri nel buio silenzioso del corpo immobile, palmi delle mani agganciati al pavimento come per tenersi saldi di fronte a questa difficile discesa per contattare il corpo, piedi rigidi e corpi tesi che faticano a fare l’unica SEMPLICISSIMA cosa da fare: lasciarsi andare e riposare.
Abbandonare il corpo pesante a terra, mollare le tensioni, lasciare i pensieri liberi, osservare in silenzio e senza giudizio, proprio qui, proprio ora. Ho visto praticanti bravissimi stare in equilibrio o sostenersi con forza nelle posizioni più complicate o annodarsi in strane torsioni durante la lezione, irrigidirsi e soffrire nei minuti finali nell’attesa che una voce riporti il movimento e la fine del “complicato Rilassamento”.

Lasciarsi andare non avviene a richiesta; non è sufficiente affermare: « Ok, adesso mi rilasso!»
Ecco perché Savasana, la posizione che ci invita a giacere a terra come fossimo senza vita, è un dono prezioso: essa crea le condizioni per farci entrare poco a poco in uno stato di profondo rilassamento di per sé estremamente rigenerante e ottimo punto di partenza per la meditazione.
L’essenza di Savasana è rilassarsi con attenzione, e cioè rimanere coscienti e vigili pur sentendosi comodi in modo da rilasciare le tensioni a lungo trattenute nel corpo e nella mente. Penso ad una scena del film appena uscito “El abrazo de la serpente” in cui lo sciamano chiede al ricercatore tedesco sulle rive del Rio delle Amazzoni di gettare le valigie pesanti cariche di oggetti e ricordi, di libri ed appunti, così da viaggiare più veloci e leggeri verso la loro destinazione.

Rilassarsi in Savasana significa abbandonare tutti i carichi che continuamente portiamo con noi, le memorie incastrate nel corpo, i pensieri che bloccano le articolazioni e il respiro.
E noi siamo pronti a gettare le nostre valigie? Siamo disposti a sbarazzarci di ciò che non ci serve più per fare spazio all’avventura della vita che ci aspetta e ci pervade al nuovo inspiro alla fine del rilassamento?
E’ sicuramente difficile fare una cosa così “semplice” come lasciare andare i carichi della giornata per affrontare leggeri e riposati il nuovo che ci attende. Ma è una sfida meravigliosa e credo proprio ne valga la pena, e voi?

Namaste

Elisa

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