Bilocale vista mare

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Sono le 7:45 di domenica mattina quando esco dalla mia stanza per raggiungere la cucina. Trovo mia madre che,senza ancora avermi detto ‘Buongiorno’, mi propina biscotti comprati il giorno prima al supermercato.

‘Sono della Galbusera,contengono lo 0,03% in meno di grassi,con riso soffiato,cacao magro e scorza d’ arancia’.

Lo dice tutto d’un fiato. E io, tutto d’un fiato,mi chiedo cosa ci faccio in piedi alle 7:45 di domenica mattina!.

‘Grazie,vanno benissimo questi’.

Li sto pucciando nel latte, rigorosamente freddo appena uscito dal frigorifero e guardo fisso il muro quando ‘Plaf!’, me ne cade un pezzo nei pantaloncini del pigiama.

Certo che se abitassi da sola nessuno mi chiederebbe quali biscotti voglio per colazione… mi alzerei e con i tempi e i modi che ritengo più opportuni andrei nella dispensa e troverei quel che ho comprato la sera prima,rincasando.

Come deve essere abitare da soli?! Una figata. Decisamente una figata. Puoi piangere a squarciagola senza giustificare il tuo malessere a chi sta nella stanza a fianco,puoi startene zitto per giorni (cosa che dubito possa succedermi), puoi cucinare il brunch della domenica per gli amici, invitare i tuoi il giovedì sera,pitturare i muri.

…Ma per andare a vivere da soli…ci vuole uno stipendio mensile fisso,no?! Ci  vuole un progetto di vita nel quale siano più i ‘pro’ dei ‘contro’!? Un evidenziatore giallo per sottolineare le offerte migliori della zona?! Ci vuole un uomo?! Occorre un piano regolatore!? E un geometra?! L’amico architetto?! La mamma dell’amico interior designer?!

Sarebbe una figata abitare da soli. Sì,deve esserlo.

‘Puoi riprenderli questi biscotti la prossima volta che vai a fare la spesa;sono molto buoni.’

Il tempo di una doccia, qualche telo,una manciata di elastici e un costume,rigorosamente intero…questa storia dei costumi interi quest’ anno mi piace proprio.

‘Vado al mare! Ci vediamo stasera.’

Raggiungo la pineta e svolto nella spiaggia (libera) numero 1: comincia la ricerca al mio bilocale vista mare!

Opto per un ‘bi’ e non per un ‘mono’ …penso agli ospiti!

Qualche minuto dopo eccolo là quello che stavo cercando!

Ci sono quattro tronchi perfettamente posizionati a quadrato: il perimetro del mio bilocale. Lego uno dei teli che ho portato con me ai due posteriori per creare l’ ombra,nonchè il tetto.

Fatte le fondamenta,si passa all’arredamento!

Trovo un tronchetto basso e spesso che somiglia tanto ad uno sgabello: è perfetto per l’angolo lettura! Lo porto dentro e lo metto all’ombra. Poco più in là,un bacchetto più sottile diventa il mio attaccapanni. Restano da posizionare un telo rivolto verso il sole,un altro rivolto dalla parte opposta per la zona salotto. Pare ci sia tutto.L’essenziale.

Esco a fare una passeggiata. Una sorta di risveglio muscolare. Torno a casa,nel bilocale vista mare appena costruito, s’intende, quando i miei recettori olfattivi intercettano ‘sugo salsiccia e funghi’.Deve senz’altro provenire dal 2° piano del condominio.Buono eh,per carità, ma non particolarmente estivo. Al secondo piano ci abitano un padre, una madre, tre figlie adolescenti e un cane. Alle 12:05 cascasse il  mondo,loro mangiano. Attrezzati con borsa frigo,stoviglie di carta, tavolo e sedie da pic nic, loro mangiano. Penne al sugo di salsiccia e funghi.

Prendo il sole: pancia in sotto,devo colorare quella maledetta riga bianca del costume! Possibile che non ci si un anno e dico uno,nel quale mi riesca ad abbronzare da persona normale?! La normalità non ci piace e allora anche quest’anno ‘abbronzatura a stelle e strisce’.

Intorno alle 13:30 bussa alla porta del mio bilocale vista mare una carissima amica che non posso non accogliere nel telo-salotto. Senza tanti convenevoli mi invita a pranzo a casa sua e mi dà in prestito un libro che ha appena finito di leggere…‘C’è un pò di noi e del nostro modo di pensare e vivere. Ti piacerà da morire’.(Le sto ancora dicendo grazie nonostante sia soltanto a pag.76).Una rapida occhiata di perlustrazione e via,andiamo a pranzo.

…in fondo la immagino così la mia vita,nel bilocale di città…

Al mio rientro incrocio con lo sguardo la signora di mezza età che sta al 4° piano: perennemente in topless e con l’e-book in mano. Scambierei volentieri due parole con lei,ma come dire, non mi pare abbia lo stesso desiderio.

Apro il portone del mio bilocale vista mare che se ne sta al 1° piano quando dal 3° sento voci di ragazzi, schiamazzi, imprecazioni, risate e finalmente un ‘Ce l’abbiamo fatta’.Devono provenire sicuramente da lì; è rimasto sfitto per qualche ora,poi finalmente sono arrivati loro. Tre donne e un uomo. Sembrano amici di vecchia data,anzi devono esserlo. Devono essere stati adolescenti negli anni’ 90.Gli amici che andavano in due su un motorino,uno dei due possibilmente senza casco,dei ritrovi in piazzetta, delle birre fredde la sera,di Venditti la notte prima degli esami,degli abbonamenti in palestra sempre in due(diversamente sarebbero scaduti con un totale di zero presenze).Finalmente sono riusciti a costruire il loro appartamento-capanna.Chissà se organizzeremo mai una cena, da bravi condomini. Di certo dovrebbero ospitarmi loro,il mio bilocale non riesce fisicamente a contenerci tutti.Ora qualcuno legge,qualcuno ascolta la musica.Faccio la stessa cosa.

‘Per dieci minuti’, è il titolo del libro che mi è stato prestato. Sullo sgabello di legno si sta proprio bene. Gli occhi scivolano sulle parole,sulle frasi,sulle righe e poi sulle pagine,una dopo l’altra. Il cuore ha un sussulto ogni volta che ci trovo del mio,del nostro;gli occhi si illuminano al pensiero di certe immagini e una voce leggera, quasi timida ma non troppo dice: ‘Vorrei anche io scrivere un giorno un così bel libro’ .

Sono quasi ormai le sei di sera quando decido di fare una piccola sosta dalla lettura e affacciarmi al bancone del mio bilocale.

Poco più in là c’è una coppia  di giovani coreani.Lei ha un costume ha due pezzi e il pancione ben in vista deve essere di almeno cinque mesi. Stanno per diventare genitori e a vederli,non sembrano poi così tanto più grandi di me. Come lo chiameranno?! Si ameranno più di prima?! Avranno già comprato qualche tutina gialla?! Sta di fatto che sono in procinto di compiere il ‘lavoro più difficile del mondo’,così dicono. A volte credo bastino amore, buon senso, giusta misura, educazione,un pò di follia  per essere buoni genitori, ma che ne posso sapere io. Gli sorrido,ma non mi vedono.

Torno dentro. Qualche raggio di sole ancora,meno potente di quello della mattina scalda il mio viso.Sono a pancia in sù: non si può dire che non ci sia impegno per tentare una abbronzatura omogenea!!!.

La parte della giornata che preferisco. Il cielo cambia silenziosamente colore,l’aria assume un tono più deciso, la spiaggia pian piano diventa un deserto,il mare si spoglia dei bagnanti e si mostra in tutta la sua bellezza.

Esco dal mio bilocale e mi porto ai piedi del mare.Mi siedo per terra e con le ginocchia al mento mi stringo fra le braccia e addio mondo! .Ora che ci penso non ho mai guardato fino in fondo il mare,anzi il suo movimento.La schiuma bianca delle onde assomiglia a tanti ragnetti che attendono il via dietro la linea di partenza e quando sentono il colpo di pistola si dissolvono,ognuno per la propria strada.Ancora e poi ancora.Non ho mai guardato il mare per davvero.

Comincio a sentire più  fresco, mi stringo solo più forte. Non riesco ad alzarmi. Qualcuno mi passa davanti, qualcuno mi passa dietro.La spiaggia comincia definitivamente a spopolarsi. La mia menta a popolarsi. Non si vuole fermare.Non voglio farla fermare.Perfetto.Il mare è abbastanza grande per dirigere il traffico di idee,pensieri,emozioni,illuminazioni,paure,dubbi…

-‘Salve!’-,quasi faccio un balzo dalla paura,presa com’ero dal mio silenzio, ma poi d’istinto mi giro e rispondo –‘Arrivederci!’-…sono la coppia che stava poco più in là di me.Hanno diviso il loro tempo fra carezze e scatti fotografici. Ottimi vicini di casa,insomma.

Ora fa davvero freddo.

Raccolgo le mie cose,come se dovessi cambiare casa e lasciarla pulita,o almeno decente,per i prossimi che arriveranno. E in fondo è così…torno a casa. Quella vera. Dove ti fanno le domande, dove sei pregato di rispondere,dove torni e vorrai tornare per sempre,dove ci sono i biscotti.

Come deve essere abitare da soli?! Una figata. Decisamente una figata. 

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