Esperimento Umano

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Oggi non so proprio da dove cominciare.Potrei partire dal lontano 2007 oppure da Chiara oppure ancora da Giada. Forse dovrei spegnere il computer e attendere che il mio cervello riordini le idee. Potrei Dovrei Farei…sveglia Giulia!!!

Cominciamo a fare sul serio.

Nel 2007 l’oculista mi spiegava che avrei dovuto indossare gli occhiali da vista (trauma!); me ne andavo in giro con un pò di ciccia (più di quella che avrei dovuto avere nella proporzione di età,altezza,corporatura,quelle cose là);credevo fortemente nella giustizia;leggevo tutto quello che di adolescenziale c’era in commercio (avevo 14 anni in fondo!).

Giada non è un’amica. Al capitolo 19 l’autore la descrive così: ‘Giada è sola sul divano,come finisce spesso quando va ad una festa. Noia. Davanti a lei ragazzi che ballano. Estranei che non la guardano. Neanche per sbaglio. Giada in questi casi ha una tecnica tutta sua per mettersi a proprio agio: tira fuori il suo taccuino dalla borsa e si guarda intorno. Si chiude nel suo piccolo punto di osservazione ed esercita la sua libertà di giudizio. Vedersi da fuori,seduta in un angolo,intenta a guardare e scrivere la fa sentire diversa,ma in senso positivo.’

Chiara non è un’amica. Nella copertina del suo ultimo romanzo,si legge: ‘Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova,mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere.’

Ora non so se le cose siano più chiare,forse no,forse sì,ma provate a fare un mix di queste informazioni e (rullo di tamburi) il risultato ve lo dico io : per (più di) 10 minuti farò quello che non ho mai fatto prima d’ora. Indosserò le vesti di Giada. Metterò in scena l’immagine di uno dei libri (adolescenziali) letto nel 2007.

Pineta: è appena mezzanotte e mezza quando entro e il locale è praticamente vuoto. Gli unici ad essere schierati,come giocatori prima del fischio di inizio, sono gli addetti ai lavori.

Non mi sento a disagio. Rido da sola e rido guardando lo schermo del cellulare che assiste a uno scambio di messaggi fra me e mia mamma,da casa. Credo sia proprio la mia serata:alla cassa mi dicono –‘Prego,per oggi,ingresso omaggio per le donne!’ (non siamo ipocriti,il ‘free entry’ garba a tutti sempre e comunque).

Eccoli i primi che arrivano…primi e basta o prime vittime della mia penna?! (Ridiamo in coro,ovviamente..hahahhaha)

Il ginocchio di un tale ha appena posato il suo peso sulla mia agendina,obbligandomi a scrivere storto.D’istinto alzo la testa,ma poi mi dico: ‘Giulia,davvero cerchi rissa?!’ …Ricordo a me stessa il motivo per cui sono lì: per questa sera sono una quasi-giornalista,di Milano,alle prese con un ‘Esperimento Umano’,il cui risultato andrà nella mia tesi di laurea. 

…abbasso la testa,concludo la frase,storta, e non dico nulla…

Mi giro verso destra e subito incrocio gli occhi di una ragazza che mi ricorda tanto la fata turchina,sarà per via del suo vestito, e mi abbozza un sorriso: non ho ancora capito se di complicità o di compassione.

Il mix di Luca Cassani,dj resident del Pineta,mi fa esplodere: ballo da sedere. Intorno a me nessuno balla. Siamo ancora nella fase nella quale ci si scruta,si studia l’ambiente, si individuano le prede che fanno al caso nostro.

Se la gente non comincia ad arrivare morirò ibernata su questo divanetto: troppa aria condizionata!  

Finalmente assisto al primo approccio fra uomo e donna. Il ragazzo fissa la ragazza bionda,non lontano da me,per minuti e minuti. Borbotta con l’amico (si confrontano sulla strategia d’attacco,penso) per poi avvicinarsi alla suddetta. Fiduciosa come sono nel genere umano dico fra me e me: ‘Oooh,così si fa! Ogni lasciata è persa…! Bravo!’.  Una vocina,uscita non si sa da dove, mi dice comunque,per precauzione, di tendere l’orecchio così che possa sincerarmi di quel che sta per succedere. ‘Possiamo farci una foto io e te?!’-domanda lui a lei. Una foto?! Ma come gli è uscita,una foto?! Cosa se ne fa di una foto con una sconosciuta!!!??? Che voglia far rosicare gli amici rimasti a casa e dire ai social quanto ci sappia fare con il gentil sesso?!

…lascio a voi il finale che più vi aggrada…

Comincia ad entrare gente e cominciano a vedersi i primi passi al ritmo di musica. Spiccano,impettite e decise le accompagnatrici ai tavoli. Quella cartellina (non chiedetemi cosa ci sia scritto) tenuta fra le mani e sventolata in aria mi riporta alla mente l’immagine delle guide turistiche di un gruppo di anziani in gita a Venezia :’Follow! Follow me,please!’ . Stanno lavorando.

…nessuno e vi giuro nessuno,si è accorto della mia penna e della mia agenda…

Loro pensavano di sfuggirmi e invece!!! Una coppia sta giocando a ‘Ma come ti vesti?!’ con i malcapitati della discoteca. Quasi ho paura ad alzarmi…si fanno certe risate! Non so come vada vestita una laureanda in giornalismo,che studia a Milano,alle prese con un ‘Esperimento Umano’… so che indosso un paio di jeans un pò vintage a vita alta,un top con metà schiena nuda,un tacchetto altrettanto vintage,dello stesso colore della pochette e una coda di cavallo. Credo di stargli simpatica. Almeno un pò. Mi sorridono. O forse hanno capito che sto scrivendo di loro. Mi volto!

…la penna balla sulla carta…balla e non si ferma…via -vai intorno a me… 

Chi ha prenotato un tavolo ha un tavolo,appunto,con tanto di ‘Riservato a …’, bottiglie,bicchieri,ghiaccio,e ancora bottiglie. Mi diverte guardarli. Non mi è ancora chiaro se sia il locale che li ha pagati,affinchè loro siano lì,o se siano loro ad aver sganciato banconote su banconote per avere un tavolo…………………

‘Benvenuti nella Luxury Hall’!-si inserisce il vocalist.

Wow,Luxury Hall,penso…poi realizzo che sono esattamente dov’ero prima. Però se lo dice lui,ci crediamo. Luxury!!!

Due tizi con la camicia di jeans,che neanche fossero gemelli, si sono girati e letteralmente disgustati mi hanno guardata ma anche loro,come tutti gli altri...’Non ti curar di Lei,ma guarda e passa…’

…invisibile…sono invisibile…

Per poco i miei piedi non sono diventati appiccicosi e puzzolenti : un tizio è inciampato, miseramente,con tanto di drink in mano, nello scalino davanti a me! Ho trattenuto il riso,non so come,ma ho pensato fosse arrivato il momento di alzarmi e cambiare visuale.

‘Diventiamo sempre di più!’-ancora dalla consolle.

All’ingresso trovo ragazzoni tutti d’un pezzo con tanto di giacca,auricolari,occhiali e penne che smistano gente: perfetti wedding planner. Potrei ingaggiarli per il mio matrimonio. Mmmmm…a dire la verità avevo pensato a qualcosa di più minimal! Niente.

‘No, è un Esperimento!’-rispondo a chi mi ha chiesto se prendessi appunti. Non mi dà il tempo nè di approfondire la risposta (volevo sapesse che ero una laureanda e che sarebbe stato nella mia tesi),nè di offrigli un negroni con ghiaccio ( in fondo se lo meritava,era stato il primo,nonchè l’unico a rivolgermi parola).

…nel giro di due ore ho appuntato altre piccole parentesi di vita che si andavano consumando nel locale,ma raccontarle tutte sarebbe stato forse lungo e a tratti noioso. Questa favola,come le altre,non vuole addurre ad alcuna morale. Solo,con molta umiltà,lasciare il lettore,un tempo minimo di riflessione quando sia giunto all’ultima riga. E allora,arrivata anche io all’ultima riga, vi lascio con alcune domande spontanee,senza fili conduttori…

‘Siamo propri sicuri che il mondo giri introno a noi?!’ Quando siamo curiosi di sapere quel che non sappiamo ci fermiamo e indaghiamo o buttiamo soltanto l’occhio per poi girarci dall’altra parte come nulla fosse?!’ ‘Si chiamano esperimenti quelle cose che non sai quale sarà il risultato,vero?! 

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