G. come arancione

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Perfettamente a metà: con la precisione da far invidia ad un chirurgo,nonostante sia ancora l’alba,taglio l’unica arancia rimasta nel cesto della frutta.

Ed ecco planare,con la stessa disinvoltura della zanzara tigre quando ti becca,una goccia del suo succo, al centro della mia coscia destra. Penso che potrei lasciarla lì,in fondo è in pendant con i miei pantaloni preferiti,arancioni anche loro. E poi,mi pare di aver letto in qualche rivista di moda che il tono su tono sia abbastanza azzeccato.

‘Ma quanto giusto per iniziare così la giornata?’-Il secondo pensiero che ho avuto- .

Corro in bagno,metto un pò di sapone sopra la macchia e tampono il tutto con l’asciugamano arancione,ancora stordito dall’ultima centrifugata di lavatrice,imbevuto nell’acqua.

Ora,è metà coscia ad essere imbrattata.

Un’occhiata fugace allo specchio ed esco senza aver fatto colazione.

Sono Giulia,non era difficile intuire per cosa stesse quel ‘G puntato’; il nome più comune della storia e forse anche per questo odiato fino alla 5° elementare. Da allora le cose non sono cambiate,semplicemente mi sono dolcemente arresa alla realtà,così come ho fatto con la mia inguaribile logorrea.

Amo il mare quando è inverno,il cielo quando sta per piovere,i tavoli agli angoli delle stanze,le sale del cinema quando sono vuote,gli incontri che hanno il sapore di film,le finestre chiuse quando le altre sono aperte,l’empatia fra le persone.

Esempio lampante di quello che è successo fra me e la Nico…l’ape regina di facciadastile,che passo dopo passo,sta costruendo,inventando,realizzando uno spazio di condivisione per molti e non solo di moda.

Non ho ancora sviluppato un pensiero critico e personale sulla questione : ‘colpi di fulmine’. Ma cosa posso saperne se in 23 anni, l’unico colpo di fulmine l’ho avuto con il mio primo tatuaggio? Avete capito bene… Ero a Valencia,in un torrido pomeriggio di luglio con le mie migliori amiche,quando visitando una mostra ,lo vidi. Linee pulite,raggiante,su sfondo bianco. Mi voltai e tutto d’un fiato dissi :’ Quando torniamo in Italia,corro a prenotare il mio primo tatuaggio. Sarà in quella posizione là,e sarà scritto con quel carattere lì.’ Ditemi voi,se questo non è un colpo di fulmine…

Nadie es nada sin el otro’

Ecco sì,lo penso anche oggi. Esattamente così.

Da soli possiamo tanto,ma non tutto.

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