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‘Natale 2014. A Gemma,nell’attesa che tu possa trovare il coraggio per cambiare lavoro. Letizia.’

Resto su quella calligrafia stondata,di colore blu,adagiata su una pagina ingiallita dal tempo,per qualche secondo.Poi,chiudo il libro e lo rimetto dove l’ho trovato.

Comincia così il mio martedì mattina.Mi muovo fra gli scaffali di una libreria che ho scoperto esistere solo qualche mese fa,girando a caso per i vicoli del centro,ma la verità è che esiste dal 1975(così dice il segnalibro che mi hanno dato assieme allo scontrino).

E io,cosa avrei fatto in tutto questo tempo,dal 1975 al 2016?! Sono nata nel 1993,onde per cui abbiate pietà di me e applicatemi uno sconto della pena!.

Lì dentro non esistono nè dimensione,nè tempo. Sto nel mio tempo. Lo scandisco al mio ritmo.

Lì dentro è diverso da là fuori. Là fuori tutto va veloce,spesso le cose sono confuse e sembra non essere mai abbastanza. Ti chiedono di alzare l’asticella sempre più su. Più su. Più su.Poco male direte voi, ma una ricerca americana sostiene che il divario fra il successo nella vita e il proprio grado di soddisfazione,in taluni casi,sia inversamente proporzionale.

E come la mettiamo con questa asticella?! Non sono mai stata brava con il salto in alto,neanche ai tempi del liceo!.

Piego la testa per leggere i titoli dei libri che se ne stanno in un ordine tutto loro.Annuso le pagine e le respiro fino a quando decido che non è il libro giusto per me e ne prendo un altro.

Il professorone,oltre che constatare questo divario, suggerisce una soluzione,perchè il successo e il grado di soddisfazione siano direttamente proporzionali : investire le energie nelle cose per le quali siamo istintivamente più bravi. Conseguenza del nostro più genuino piacere.

‘Grazie e arrivederci,tornerò presto!’- esco soddisfatta con il mio nuovo acquisto-…conseguenza di quello che ho provato leggendo la trama. 

Che dite?! Crediamo incondizionatamente a quello che ci dicono dall’America?!

Credo al file rouge che unisce le nostre emozioni alle cose,alle persone,alle attività in generale,la prima volta che entriamo in contatto con loro. Il nostro più genuino piacere. E a quello,forse,non si scappa.

Sempre più su. Più su. Più su. Non l’asticella. Più su,dobbiamo condurre noi stessi,pacchetto completo,guidati dal nostro sentire.

Funziona un pò così anche con i vestiti: prima di chiedere se c’è la nostra taglia, sappiamo che è il vestito che fa per noi. Dal primo momento.

Genuino Piacere. 

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